bullet3 Giovanni Lonfernini (P.D.C.S.)

Signor Presidente, Signori delegati,

Colgo l’occasione per esprimere un vivo e sentito ringraziamento a nome del P.D.C.S. per il vostro invito.


Un saluto che sarà molto franco sia per onorare i vostri lavori, sia per testimoniare il nostro interesse verso il vostro dibattito che avrà certamente effetti nel determinare le strade nuove che s’impongono per il nostro Paese.

Anche se sono passati appena due anni dalla vostra prima presenza sul terreno delle rappresentanze politiche, il PDCS non può non dare atto al PDD del forte radicamento nella società sammarinese, dell’impegno sui valori di solidarietà e di tutela delle fasce più deboli e dello sforzo che sta compiendo per affrancarsi dalla sua originaria ispirazione politica e culturale.

Da una forza con la quale il PDCS ha trovato, in fasi diverse, momenti d’intesa e di collaborazione, auspichiamo che questo Congresso possa creare la possibilità di un dialogo aperto e costruttivo.

Il vostro Congresso si colloca in un momento di grande complessità della politica per il nostro Paese, un Paese per anni abituato ad una tradizionale condizione di stabilità

Negli ultimi anni la Repubblica di San Marino ha perso molte posizioni.

Ma le difficoltà di oggi, e quelle di ieri e di ieri l’altro, richiedono alla politica, a tutta la politica, uno sforzo di originalità.

Oggi i partiti devono essere capaci di intercettare ed interpretare le nuove sensibilità dei cittadini, delle generazioni più giovani.

Oggi c’è una opinione “silenziosa”, ma ben presente e radicata nel

territorio che sente come non. basti solo l’elogio della tradizione per

trovare nuove soluzioni per il nostro Stato, e per concludere che essa è

ancora valida.

Questa Segreteria ha fatto una scommessa molto forte su questa nuova esperienza di Governo con il PSS.

La nostra attenzione, grazie anche al forte percorso di rinnovamento interno che si è realizzato dal nostro XV° Congresso Generale a oggi, è rivolta ora più che mai al cambiamento del metodo di gestione della cosa pubblica.

Oggi ci sono problemi vecchi e nuovi divenuti più difficili da superare.

Occorre ripristinare il primato della politica al di sopra degli interessi di parte, o peggio, di altra natura.

E’urgente imboccare la strada della serietà e della moralizzazione.

Il nostro piccolo Stato non può permettersi ritardi ulteriori tali da pregiudicarne il futuro.

La riforma delle Istituzioni è per noi DC un impegno per aggiornare le forme storiche di valori antichi: è un banco di prova per tutti per costruire regole nuove, condivise, superiori e trasparenti.

A tal proposito valutiamo positivamente l’approvazione, nell’ultimo CGG, dell’Odg che costituirà una Commissione Speciale con il compito di elaborare gli orientamenti e i contenuti di una proposta di riforma dell’attuale Legge elettorale.

In questo senso il PDCS, attraverso un confronto aperto con tutte le forze politiche, ribadirà la propria ferma opzione in favore di un sistema proporzionale che, con gli opportuni correttivi e adeguamenti, consenta certezza nelle scelte delle maggioranze, rispetto per la volontà degli elettori, stabilità dei governi, riduzione della frammentazione delle forze politiche e adeguato sostegno parlamentare agli esecutivi che si formeranno.

Va da se che, in quest’ottica e ogni ipotesi bipolare e bipartitica non rientra nelle intenzioni del P.D.C.S.,  perchè estranea alla nostra cultura istituzionale.

Non c’è infatti una formula magica che ci porti fuori dal guado.

Dobbiamo ripensare, tutti insieme, la Repubblica di San Marino da capo, ragionare su quello che siamo e su quello che vogliamo essere.

Serve una visione complessiva, uno sguardo d’insieme.

Non ci sono pozioni miracolose che possano propiziare la ripresa della nostra economia.

La ripresa è legata più alle idee che ai numeri, più alla cultura che alla prassi, più alla politica che all’economia.

E’ legata al recupero di una condizione di fiducia, che è cosa diversa dall’ ottimismo.

La ripresa verrà, se ne saremo capaci, da un progetto.

Il progetto di una San Marino più in linea con l’integrazione europea; una San Marino che non viva i vincoli sul rigore dei conti pubblici come una camicia di forza.

Una San Marino più solidale, dove chi è più debole abbia più tutela e chi è più forte rinunci a qualche tutela in più a vantaggio di chi ha più bisogno.

Perché la politica è questo: dare voce a chi è più debole.

Una San Marino che ripensi il suo welfare a partire dalle famiglie.

Solidarietà vuol dire, tra l’altro, scommettere sul valore e sulla forza

dell’associazionismo, laico o religioso, che è stato ed è tanta parte della storia del nostro Paese.

Una San Marino fatta di tante persone, tante associazioni, tante differenze.

Un Paese pluralista, certo!

e di difficilissima praticabilità in un piccolo contesto elettorale come quello sammarinese.

Rispetto alla preannunciata unificazione delle due forze politiche della sinistra sammarinese, ribadisco che la valutazione positiva del PDCS è strettamente correlata alle potenzialità di rafforzamento della maggioranza che la stessa unificazione potrebbe esprimere.

C’è nel Paese un forte vento, gonfio di malumore e di scetticismo, ma anche ansioso di riannodare i fili di un discorso pubblico, che chiede a tutti i Partiti di aprire un ragionamento nuovo sui caratteri della nostra democrazia e della sua organizzazione.

E’ la domanda della gente comune, ma soprattutto dei giovani.

E’ la domanda di chi reclama uno Stato amico e al servizio dei cittadini.

E’ la domanda di chi chiede una politica magari più silenziosa, meno appariscente, fatta di meno lotte per il potere e di più dialogo e servizio alla società.

Si tratta di domande che nel dibattito di questi giorni andrete certamente ad affrontare.



 

Inviare i commenti a Partito dei Democratici. Questo documento è stato modificato il 27/03/2003.