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Attività

Reportage

BIENNALE DI VENEZIA - Il Partito dei Democratici ha organizzato per sabato 15 e domenica 16 settembre 2001 una gita a Venezia che, di sorpresa in sorpresa, in una passeggiata ad alta tensione ci immergerà tra l’arte della Biennale.

Il Programma  

Il Commento alla Biennale

Appunti di viaggio

Spiriti liberi

Non so se tutti i passeggeri abbiano percepito la dinamica dei fatti avvenuti all'entrata del casello di Venezia, ma per una forma di correttezza verso tutti mi sento in dovere di condividere alcuni fotogrammi. Mentre conversavo con Pio e Gemma sul significato della biennale e su alcune opere che ci avevano colpito, il pullman sul quale viaggiavamo inchiodava bruscamente. Scendendo al piano sottostante vedevo l'autista con lo sguardo fisso in un punto indefinito, in alto, nel parabrezza, come a cercare qualcosa……qualcosa che non c'era. Non era un tamponamento come mi sarei aspettato. Intanto l'autista ingranava la retromarcia e poi subito la prima nel tentativo di ripetere un'azione che, per qualche motivo misterioso, non aveva funzionato a dovere. Quello che si è presentato davanti a me nella fase della retromarcia era una sorta di scultura nello spazio, la sbarra del casello notevolmente deformata dall'impatto con il mezzo ancora vibrava mentre l'autista alternava lo sguardo tra il solito punto indefinito sul parabrezza e l'opera che aveva creato. La mente umana è piena di misteri oscuri e quello che si era oscurato ad Antonio l'autista, era che su quel pullman, in quel punto indefinito, doveva esserci una scatolina chiamata TELEPASS.
La successiva scarica neuronica sulla corteccia celebrale di Antonio deve essere stata qualcosa di eccezionale, perlomeno tale da riattivare i collegamenti sinaptici e tramutare la paralisi facciale in una espressione di autogiustificazione e dopo essere riuscito a deglutire pronunciò la frase "ma lì c'era il telepass".
Resosi conto che né il furto del telepass e tantomeno la smaterializzazione di questo erano ipotesi sostenibili cominciò ad eseguire una serie di azioni sulla strumentazione di bordo alquanto inquietanti e forse più appropriate ad un elicotterista, come: accendere le luci mettere la freccia accendere il condizionatore per poi spegnerlo subito e contemporaneamente pigiare una sere di pulsanti a me sconosciuti e forse anche a lui, tutto questo mostrava inequivocabilmente uno sforzo non indifferente. 
Antonio per un istante avrebbe voluto lasciarsi andare a quell'attimo di follia che nelle situazioni estreme ti spinge a scappare, ma, come spesso avviene, la soluzione dei problemi è lì accanto, come il pulsante rosso che emette il ticket dell'autostrada. Le soluzioni però non sempre sono immediate, e nonostante la ripetuta pressione del pulsante, la sbarra divenuta opera, come per trattenerci, non si muoveva. La mia complicità nel misfatto, si è ridotta ad alzare l'opera a sbarra, che non ha opposto una grossa resistenza. Vorrei concludere questi pochi fotogrammi pensando che abbattere barriere è un po' il sogno di tutti gli spiriti liberi, ma con il rammarico di non averlo previsto nel programma della gita…………alla prossima uscita metteremo a caratteri cubitali:

"SUPEREREMO QUALSIASI OSTACOLO"


Max